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Sunday, January 9, 2011

Segni zodiacali

Un giorno qualcuno mi chiese se credevo nei segni zodiacali, se pensavo che ci fosse qualcosa di fondato negli oroscopi e tutto quello che ci gira attorno. Ora vorrei chiarire la mia posizione in tal proposito. Citando Paolo Fox: “Non credete agli oroscopi, verificateli.”. Io non ci credo, proprio perché ho provato a seguire l'oroscopo, o i segni ascendenti e mi sono accorto che la maggior parte delle volte non erano corrispondenti. Spesso le persone si concentrano solo sulle volte che corrispondono proprio perché vogliono avere una scusa per crederci. Io mi sono imposto di fare un calcolo matematico, annotare quando e quanto queste previsioni erano esatte per me e per le persone con lo stesso segno. Quindi la mia conclusione è che per la mia esperienza non sono veritiere le storie che girano attorno ai segni zodiacali.

Friday, December 24, 2010

Nomi

Mi è capitato spesso di sentire persone lamentarsi in vari modi del proprio nome. Io non ho motivo di lamentarmi del mio. Ma se tralasciamo i problemi che sorgono quando si hanno nomi facilmente storpiabili (passatemi il termine), in certe fasce d'età, diventa difficile conviverci. Eppure è una delle cose che ci accompagnerà tutta la vita (se non prendiamo la tragica scelta di cambiare nome). Ho notato che molte persone, pur non gradendo il proprio nome, non arriverebbero al punto di cambiarlo, ciò significa che oramai è diventato parte integrante della loro persona. Se noi facciamo un'analisi del motivo per cui i nostri genitori hanno scelto proprio il nome che poi ci teniamo, possiamo constatare che non è mai una scelta in malafede. I motivi possono essere vari. Da nomi che fanno risorgere dei bei ricordi (nomi di persone, cibo, posti o altro), a nomi che suonano bene o che piacciono (il che è spesso pilotato dalle precedenti conoscenze), si arriva a nomi che si pensa servano come augurio di una vita felice (Felice e varianti), gioiosa (Gioia), sono solo due dei molteplici nomi con questo scopo. Ho visto anche persone che si arrabbiavano con i genitori e gliene facevano una colpa, per la scelta del nome. In quei casi mi sorge una domanda. Ma se foste al loro posto (da genitori o quando si da un nome ad un animale), vi farebbe piacere sentirsi dire che dovevate scegliere un altro nome perché quello scelto non vi piace per niente? Io credo di no. Sarebbe una delusione bella e buona, proprio perché quella scelta era stata fatta con le migliori intenzioni. Certo è anche vero che certi genitori (li definirei strani a dire poco) vorrebbero o riescono a dare nomi “particolari” ai propri figli. Nomi che, purtroppo, condannano ad una vita di derisione il bambino o la bambina scelta. Se ci può essere un motivo, può essere quello di essere originali, cosa che si può comunque fare senza però arrivare a compromettere in modo così ampio la vita di una persona cara. Resta il fatto che di norma i nomi degli altri sono sempre più belli. A me piace il mio, anche perché ormai mi identifico, sono un tutt'uno con esso. Il bandolo della matassa è quello che ognuno dovrebbe, a mio modesto parere, essere orgoglioso, o almeno cercare di non vergognarsi del proprio nome per rispetto nei confronti dei nostri genitori e soprattutto se non si desidera cambiarlo. Mi sembra inutile lamentarsi del proprio nome se poi non si è disposti a cambiarlo. Lo trovo un modo come un altro per essere compatiti. Per chi non è d'accordo con quanto scritto sopra, può semplicemente provare a sostituire il proprio nome con un soprannome o un appellativo. Non sono di certo io a dire cosa deve o non deve fare una persona. Ho solo espresso la mia opinione in tal senso, che spero sarà rispettata, come io rispetto quelle degli altri.

Tuesday, December 21, 2010

Ricordi

I ricordi sono essenzialmente delle registrazioni di momenti della nostra vita. Possono essere piacevoli o meno, ma un ricordo fa parte di noi, delle nostra esperienza, e (nel bene o nel male) ci ha reso la persona che siamo ora. I ricordi possono immortalare emozioni, sentimenti, parole, visioni, persone, oggetti o sogni. Qualsiasi cosa che noi percepiamo attraverso i cinque sensi (più quelli astratti) concreti è un possibile ricordo. La condivisione di ricordi con una persona è un gesto ricorrente che espone una parte di noi stessi. Avere ricordi (quindi esperienze) in comune con un individuo crea un legame indissolubile con esso, a prescindere dal fatto che ci sia o meno un rapporto più o meno intenso. I ricordi non vengono cancellati. Quella macchina enormemente potente che è il nostro cervello memorizza tutto. È anche vero che solo i ricordi considerati importanti vengono mantenuti chiari, mentre quelli vecchi e/o meno importanti vengono offuscati, annebbiati e/o soppiantati da altri. Ma la nostra mente non li cancella. Si tratta solo di mantenere una traccia. Una foto, una canzone, uno scritto, o semplicemente un ricordo altrui può far tornare a galla quel ricordo, con particolari che si pensavano dimenticati. Il trucco è quindi quello di vivere, cercando, ove si desidera, di immortalare qualcosa che in futuro possa risvegliare quel ricordo.

Un grande, indelebile ricordo che spesso mi ritorna in mente è quello delle cavolate, molto divertenti, che abbiamo fatto in quel mitico anno della 2aIA. Spesso parlando con quei compagni si tirano fuori aneddoti che non ricordavo. Da quante ne abbiamo combinate direi che è impossibile ricordarle tutte. Bisognerebbe raccoglierle piano piano, prendendole da tutti quelli che se ne ricordano una. Raccogliendole non faremmo altro che fare ciò che è già stato fatto con la “Costituzione”. Sarebbe un modo per poter ricordare anche cose che ormai si erano scordate. È stato in quell'anno scolastico che si può dire che eravamo una classe, ci divertivamo tutti assieme (o almeno la maggior parte), partecipavamo tutti o quasi tutti a quelle azioni beote di disturbo alle lezioni. Creando questa raccolta, possiamo rendere partecipi, almeno in parte, persone che ormai fanno parte della nostra vita, ma che non hanno vissuto quelle esperienze di persona. Inoltre è sempre piacevole farsi quattro risate. Chi vorrebbe partecipare mi può contattare.

Monday, December 20, 2010

Giudicare

Le persone si trovano spesso a giudicare in fretta. E il giudizio che ne esce è, il più delle volte, errato e “contaminato”. Influenzato dalla mancanza di tempo e dalla mancanza di conoscenze che possono risultare essenziali, contaminato da pregiudizi (presupposto della discriminazione e del razzismo). Un giudizio dato con eccessiva fretta può risultare controproducente e con effetti negativi. Il modo migliore per ottenere come risultato un giudizio obbiettivo è quello di affidarsi ad una analisi accurata degli elementi a disposizione. Se non si crede di averne sufficienti, come accade quasi sempre, non resta altro da fare che raccogliere informazioni. Per raccogliere queste informazioni necessarie all'analisi, è inevitabile il sacrificio di tempo che va fatto. Per questo ritengo di poter dire con certezza che un giudizio obbiettivo (quindi incontaminato e più possibile “giusto”) è impossibile ottenerlo con la fretta.
Di seguito ho inserito un racconto leggero, ma che inquadra sufficientemente l'argomento.
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “Ma tu guarda se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno...”. Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”. L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà! “Ah!, questo è troppo” - pensò e cominciò a sbuffare indignata. Si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando, nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero al suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
LA MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!! Esistono 5 cose nella vita che NON si RECUPERANO:
  1. una pietra dopo averla lanciata;
  2. una parola dopo averla detta;
  3. un'opportunità dopo averla persa;
  4. il tempo dopo esser passato;
  5. l'amore per chi non lotta.

Saturday, December 18, 2010

Ho imparato

   Ho imparato...
...che nessuno è perfetto...
...finché non ti innamori.
   Ho imparato...
...che la vita è dura...
...ma io di più!
   Ho imparato...
...che le opportunità non vanno mai perse...
...e quelle che lasci andare tu...
...le prende qualcun altro.
   Ho imparato...
...che quando serbi rancore e amarezza...
...la felicità va da un'altra parte.
   Ho imparato...
...che bisognerebbe sempre usare parole buone...
...perché domani forse si dovranno rimangiare.
   Ho imparato...
...che un sorriso...
...è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
   Ho imparato...
...che non posso scegliere come mi sento...
...ma posso sempre farci qualcosa.
   Ho imparato...
...che tutti vogliono vivere in cima alla montagna...
...ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
   Ho imparato...
...che bisogna godersi il viaggio...
...e non pensare solo alla meta.
   Ho imparato...
...che è meglio dare consigli solo in due circostanze...
...quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
   Ho imparato...
...che meno tempo spreco...
...più cose faccio.
   Nonostante tutto quello che ho imparato...
...mi rimane ancora di più da imparare...
...da solo o in compagnia.